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	<title>chroot &#8211; SMsoft &#8211; informatica e dintorni</title>
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	<description>consigli settimanali su MacOS, GNU/Linux ed Open Source</description>
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		<title>Attivare l’accesso SSH in chroot su Debian Lenny</title>
		<link>https://blog.smsoft.it/2009/07/10/attivare-laccesso-ssh-in-chroot-su-debian-lenny/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 13:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Debian]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[chroot]]></category>
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					<description><![CDATA[Innanzitutto due parole sul chroot. Attivare il chroot su una connessione ssh, significa costringere un utente a restare all&#8217;intero della sua home directory senza porter andare a &#8220;spasso&#8221; sul server. In pratica viene creato un ambiente contenente le librerie ed i programmi necessari all&#8217;utente, che sarà limitato ad operazioni solo all&#8217;interno di questo ambiente. Dalla ... <a title="Attivare l’accesso SSH in chroot su Debian Lenny" class="read-more" href="https://blog.smsoft.it/2009/07/10/attivare-laccesso-ssh-in-chroot-su-debian-lenny/" aria-label="Per saperne di più su Attivare l’accesso SSH in chroot su Debian Lenny">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Innanzitutto due parole sul chroot. Attivare il chroot su una connessione ssh, significa costringere un utente a restare all&#8217;intero della sua home directory senza porter andare a &#8220;spasso&#8221; sul server.<br />
In pratica viene creato un ambiente contenente le librerie ed i programmi necessari all&#8217;utente, che sarà limitato ad operazioni solo all&#8217;interno di questo ambiente.<br />
Dalla versione <a href="http://openssh.org/txt/release-4.8" target="_blank" rel="noopener noreferrer">4.8 di openssh</a> è possibile attivare questa funzionalità sfruttando una direttiva interna chiamata <strong>ChrootDirectory</strong>.</p>
<p>Ipotizziamo di avere un utente chiamato <strong>test</strong> (gruppo <strong>test</strong>) per cui vogliamo attivare il chroot. Basta modificare il file <strong>/etc/ssh/sshd_config</strong>, aggiungendo:</p><pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">Match User test
ChrootDirectory /home/%u</pre><p>e poi riavviare il server ssh con:<br />
/etc/init.d/ssh reload</p>
<p>Per attivare anche sftp sempre per l&#8217;utente <strong>test</strong> (gruppo <strong>test</strong>), bisogna inserire in  <strong>/etc/ssh/sshd_config</strong>:</p><pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">Subsystem sftp /usr/lib/openssh/sftp-server
Match User test
    ChrootDirectory /home/%u
    AllowTCPForwarding no
    X11Forwarding no
    ForceCommand /usr/lib/openssh/sftp-server</pre><p>A questo punto bisogna inserire nella root directory dell&#8217;utente i necessari files per far funzionare il chroot. Piuttosto che fare l&#8217;operazione a mano, vi segnalo<a href="http://www.fuschlberger.net/programs/ssh-scp-sftp-chroot-jail/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> un semplice script chiamato ssh-scp-sftp-chroot-jail</a> che consente di automatizzare questo processo, che altrimenti avremmo dovuto fare manualmente, cercando le librerie necessarie alla bash (con il comando <strong>ldd /bin/bash</strong>) e creare alcuni devices (es. <strong>/dev/null</strong> con <strong>mknod</strong>).<br />
Scarichiamo lo script:</p><pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">cd /usr/local/sbin
wget http://www.fuschlberger.net/programs/ssh-scp-sftp-chroot-jail/make_chroot_jail.sh
chmod 700 /usr/local/sbin/make_chroot_jail.sh</pre><p>ed utilizziamolo:</p><pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">make_chroot_jail.sh <strong>test</strong> /bin/bash /home/<strong>test</strong></pre><p>dove <strong>test</strong> sarà chiaramente l&#8217;utente per cui attivare il chroot</p>
<p>Attenzione: è buona norma modificare i permessi a <strong>700</strong> della home directory dell&#8217;utente per cui si è attivato il chroot .</p>
<p>Nota: nel caso sia necessario gestire opzioni particolari (es transfer rate in upload/download, limitare il numero di connessioni massime e per IP) vi consiglio di visionare <a href="http://mysecureshell.sourceforge.net/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://mysecureshell.sourceforge.net/</a></p>
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			</item>
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		<title>Kernel panic &#8211; not syncing: VFS: Unable to mount root fs</title>
		<link>https://blog.smsoft.it/2009/04/27/kernel-panic-not-syncing-vfs-unable-to-mount-root-fs/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 15:53:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Debian]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[chroot]]></category>
		<category><![CDATA[update-initramfs]]></category>
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					<description><![CDATA[Se vedete questo messaggio durante l&#8217;avvio della vostra LinuxBox Debian, non fatevi prendere dal panico ed operate come segue. L&#8217;errore è relativo ad un problema nel file di initrd e quindi basta ricostruirlo per riavviare il sistema. Innanzitutto bisogna avere il CD/DVD della nostra cara Debian per avviare il sistema in rescue-mode: Accendere la LinuxBox ... <a title="Kernel panic &#8211; not syncing: VFS: Unable to mount root fs" class="read-more" href="https://blog.smsoft.it/2009/04/27/kernel-panic-not-syncing-vfs-unable-to-mount-root-fs/" aria-label="Per saperne di più su Kernel panic &#8211; not syncing: VFS: Unable to mount root fs">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se vedete questo messaggio durante l&#8217;avvio della vostra LinuxBox Debian, non fatevi prendere dal panico ed operate come segue.</p>
<p>L&#8217;errore è relativo ad un problema nel file di initrd e quindi basta ricostruirlo per riavviare il sistema. Innanzitutto bisogna avere il CD/DVD della nostra cara Debian per avviare il sistema in rescue-mode:</p>
<ul>
<li>Accendere la LinuxBox con il CD/DVD inserito e fare il boot da questo supporto</li>
<li>Se avete una distribuzione recente (es Debian Lenny):
<ul>
<li> dal menù visualizzato scegliere “Advanced options” e poi “Rescue mode” e dare Invio</li>
</ul>
</li>
<li>Se avete una distribuzione meno recente (es. Debian etch):
<ul>
<li>al prompt “boot“, digitare “rescue” come segue:<br />
…… boot: rescue</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Successivamente, se il sistema riesce a rimontare i dischi automaticamente possiamo saltare il prossimo punto, altrimenti bisogna montare la partizione di root su un mountpoint e poi farla diventare la nostra nuova root. Immaginiamo che la root (<strong>/</strong>) sia nel device <strong>/dev/sda1</strong>, procediamo come segue:</p><pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">mkdir /prova</pre><p></p><pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">mount /dev/sda1 /prova</pre><p></p><pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">chroot /prova</pre><p>Ricreiamo infine il file di initrd come segue:</p><pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">update-initramfs -u</pre><p>A questo punto riavviamo il sistema e dovrebbe essere tornato tutto a posto</p>
]]></content:encoded>
					
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