SMsoft – informatica e dintorni

Come funziona systemd?

Systemd è il nuovo modulo per la gestione dei servizi su Linux. E’ compatibile con SysV ed LSB init. Il maggior vantaggio rispetto ai predecessori è la capacità di parallelizzare i processi al boot, rendendo più veloce il login; inoltre mantiene traccia dei processi usando Linux cgroups, supporta lo snapshotting ed il restore dello stato di sistema, mantiene i riferimenti di mount ed automount.

Modifiche ai parametri per il boot del kernel

Di default systemd attiva il target unit denominato default.target.
Per sovrascrivere questo funzionamento, si può modificare il parametro systemd.unit= passato al kernel durante il boot (ad esempio modificando al volo i parametri con grub).
Il target systemd.unit=rescue.target server per attivare una shell di recupero (simile al runlevel 1); systemd.unit=emergency.target è invece molto simile al “vecchio” init=/bin/sh ma con l’aggiunta che viene avviato il sistema completo; systemd.unit=multi-user.target è per l’avvio in modalita non grafica ed infine systemd.unit=graphical.target è per l’avvio in modalità grafica.

Per modificare il target (per intenderci il runlevel di sysinit), si può usare isolate (per simulare il runlevel 3):

e (per simulare il runlevel 5):

Per impostare il target di default, si può usare set-default, es:

oppure

Per vedere tutti i target disponibili:

Infine, per conoscere il target attuale, si può usare:

Come gestire i servizi con systemd

Per la visualzzazione di tutti i servizi:

oppure per avere una visualizzazione “ad albero”:

Per avviare/fermare/riavviare un servizio:

Per conoscere lo stato di un servizio:

Per abilitare/disabilitare l’avvio di un servizio al boot:

e per verificare se è abilitato o meno:

Per ora è tutto, questi i comandi principali che possono servire per la gestione di systemd.

enjoy!




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