Se la vostra linux-box necessita di proxy per la navigazione internet, solitamente i parametri vanno specificati nel file /etc/profile, ad esempio:
export http_proxy="http://user:pass@10.10.10.10:3180/" export https_proxy="http://user:pass@10.10.10.10:3180/" export no_proxy="www.google.it"
Questo file viene “letto” dal sistema al login, quindi gli utenti ssh avranno sicuramente impostato queste informazioni per la navigazione.
Sul sistema Debian GNU/Linux, CRON supporta il modulo pam_env e carica l’ambiente specificato da /etc/environment e /etc/security/pam_env.conf. Legge anche le informazioni sulla localizzazione da /etc/default/locale.
Pertanto, se è necessario far “navigare” uno script richiamato da CRON, i parametri vanno inseriti anche nel file /etc/environment Per evitare di dove gestire eventuali modifiche su più file, consiglio di aggiungere in coda al file di profile la seguente riga dopo la definizione delle variabili relative al proxy:
if [ "id -u" -eq 0 ]; then
printenv |grep -i proxy>/etc/environment
fi
Per le macchine più vecchie, questa procedura è particolarmente utile quando la variabile no_proxy viene impostata con una classe IP, perché dato che non è possibile usare la classica notazione 10.10.10.10/24 ma nel file di profile possiamo usare comandi bash, in quest’ultimo potremmo scrivere qualcosa tipo:
export no_proxy="echo 10.10.10.{1..255}, echo 10.12.12.{1..255}, www.google.com"
ed automaticamente troveremmo tutti gli IP, delle classi indicate, riportati per esteso nel file environment.
enjoy!
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