Oggi chiamiamo bug qualsiasi errore software.
Ma il termine nasce da un episodio molto più… letterale.
Una falena nel computer
Nel 1947, durante un controllo del computer elettromeccanico Harvard Mark II, i tecnici notarono un malfunzionamento inspiegabile.
Aprendo il pannello, trovarono una falena incastrata tra i relè.
L’insetto venne rimosso e incollato nel registro di manutenzione con la nota:
“First actual case of bug being found”
Non era la prima volta che il termine bug veniva usato in ingegneria, ma quello fu l’episodio che lo rese famoso.
Quando l’hardware era fragile
I primi computer erano:
- enormi,
- pieni di parti meccaniche,
- sensibili a polvere, calore, insetti.
Un singolo elemento fisico poteva bloccare l’intero sistema.
Dal relè al software
Con il tempo, i bug sono diventati:
- errori di logica,
- problemi di concorrenza,
- casi limite non previsti.
Ma il concetto è rimasto lo stesso:
qualcosa di piccolo che manda in crisi qualcosa di enorme.
Ironia della storia: oggi i bug sono invisibili, ma continuano a causare danni ben più grandi di una falena.
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