Come sempre Debian non delude, funziona come ci aspettiamo che debba funzionare.
Il 9 agosto 2025, dopo 2 anni, 1 mese e 30 giorni di sviluppo, è stata rilasciata la nuova versione stabile 13 (nome in codice trixie
).
trixie
sarà supportata per i prossimi 5 anni grazie al lavoro combinato del gruppo per la sicurezza di Debian e del gruppo Debian Long Term Support.
L’aggiornamento da Bookworm a Trixie, eseguito con pochi comandi, semplicemente funziona. Vediamo come procedere.
apt update -y && apt upgrade -y && apt dist-upgrade
Modifichiamo le impostazioni nel file apt; se non abbiamo altri file con sorgenti aggiuntive, possiamo modficare solo il /etc/apt/sources.list:
sed -i 's/bookworm/trixie/g' /etc/apt/sources.list
se invece abbiamo altri file con sorgenti aggiuntive (es MySQL, PHP, etc):
grep -rl bookworm /etc/apt/ | xargs sed -i 's/bookworm/trixie/g'
Assicurarsi che per tutti repository nel file /etc/apt/sources.list aggiungiamo, alla fine di ogni riga, anche “contrib non-free non-free-firmware“, es:
deb https://deb.debian.org/debian-security trixie-security main
deb-src https://deb.debian.org/debian-security trixie-security main
diventa:
deb https://deb.debian.org/debian-security trixie-security main contrib non-free non-free-firmware
deb-src https://deb.debian.org/debian-security trixie-security main contrib non-free non-free-firmware
Rimuoviamo apt-listchanges per velocizzare il processo di aggiornamento:
apt remove apt-listchanges
A questo punto, aggiorniamo apt:
apt update -y
Siamo pronti, iniziamo l’aggiornamento, un aggiornamento minimo senza aggiungere/rimuovere pacchetti extra:
apt upgrade --without-new-pkgs -y
Durante l’aggiornamento ci viene richiesto quasi subito, in una finestra ncurses, se vogliamo riavviare in automatico i servizi. Scegliete Si per farlo.
Quando ci viene richiesto se sostiutire i files di configurazione, consiglio invece di scegliere N per lasciare le configurazioni precedenti.
Bene a questo punto finalizziamo l’aggiornamento:
apt full-upgrade -y
Anche in questo caso, quando ci viene chiesto cosa fare per i files di configurazione, consiglio di lasciare quelli precedenti, poi eventualmente faremo una revisione a fine aggiornamento.
Finito anche questo step, ci siamo quasi, rimuoviamo i pacchetti non più necessari:
apt autoremove
Eventualmente possiamo anche ripulire la cache apt dai pacchetti scaricati:
apt autoclean
Riavviamo il server:
reboot
…e ci siamo, verifichiamo con:
lsb_release -a
enjoy!
Ti interessa acquistare un dominio a prezzi ultraconvenienti? clicca qui
Se hai trovato utili le informazioni su questo blog,
Fai una donazione!
Clicca sul bottone qui sotto o almeno clicca sul banner pubblicitario 🙂
Commenta